



WOULD BE OBRIST
Se fossi Hans Ulrich Obrist, ti chiederei questo:
“Dimmi qual è l’opera che non hai ancora il coraggio di fare, e che cosa ti trattiene. Hai qualcosa che tieni nel cassetto da un po’?”
(Obrist è ossessionato da tre cose: il processo più che il risultato, il tempo come materiale, e l’archivio della mente dell’artista. Quindi la domanda vera sarebbe un po’ più lunga:
“Ogni artista ha un archivio mentale di progetti che restano nel cassetto per paura, tempo, denaro, o perché troppo assurdi. Se togliessimo tutti i limiti pratici per 24 ore, quale sarebbe la prima opera che vorresti tirare fuori da lì? E se invece dovessi farla con i mezzi che hai oggi, in questa stanza, da dove cominceresti?”.
L’idea è farti parlare della “quasi opera”, di quel margine dove nasce l’urgenza reale. Da lì ti farti parlare per due ore e trasformarti in un’intervista di 400 pagine).
WOULD BE ARTIST
…
…
(to be continued)



