Ah, che mondo strano! Da un lato oggetti levigati e tondeggianti, come le mie formaggette preferite. E dall’altro un quadro vissuto e raschiato, com’era il viso della nonna dopo una lunga giornata di lavoro!

Le fotografie catturano questi due mondi e li avvolgono in un unico cadavere, come il quilt di Val Grey Ward che ha accolto il corpo freddo della nonna. Non più Grime, non più Sugar.

Per sempre Grime & Sugar. Dada Umpa!

***

In questo contrasto trovo una strana bellezza, una strana pace: la radura dove costruirò la mia casa accanto alla tomba della nonna.

E ricordo le parole di Koyo Kouoh nel sogno di ieri notte:

“nella fragilità di ciò che è stato levigato e nella resistenza di ciò che è stato corroso si cela la nostra stessa condizione umana”.

***

Entra nel mondo di Cappuccetto Rosso (Coniglio), dove la realtà è un’opzione!

Scopri il segreto della buccia e della polpa: cosa si nasconde dietro la superficie delle cose?

Nel mondo di Cappuccetto Rosso (Coniglio), la realtà si confonde con la fantasia e i personaggi si muovono tra sonno e veglia.

Martina Basilico, Cappuccetto Rosso (Coniglio) e altri personaggi si incontrano e si scontrano in un universo dove la logica è sfidata e la creatività regna sovrana. Un mondo dove la buccia e la polpa delle cose si confondono e la percezione è tutto!

  • * * *

Io non conosco il gatto. So tutto della vita e i suoi misteri

ma non sono mai riuscito a decifrare ilgatto.

Pablo Neruda

La follia è una condizione umana. In noi esiste ed è presente come lo è la ragione.

Franco Basaglia

*** *** ***

E se …

Cappuccetto Rosso (Coniglio) si perdesse nel bosco e invece di incontrare il lupo incontrasse Koyo Kouoh che porta a spasso il lupo?

Di che materiale sarebbe il guinzaglio? Potrebbe chiedere a Koyo Kouoh: “sa in che direzione si trova il Castello della Nonna?”.

Koyo Kouoh risponderebbe: “devi creare la tua casa e costruire la tua dimora invece di cercare di entrare nel castello di qualcun altro”.

Cappuccetto Rosso (Coniglio) è spaventato ma accetta il consiglio e si mette in cerca di una radura adatta per costruire la sua casa. Quando ne trova una, inizia a strappare l’erba e a togliere rami secchi prima di iniziare a scavare le fondamenta.A un certo punto trova, in un cespuglio al centro della radura, il cadavere della nonna ancora non troppo putrefatto.

Per darle una più degna sepoltura tira fuori dal marsupio (è anche un canguro) un quilt (è il quilt di Val Grey Ward, poi passato a Tony Morrison, che si è ispirata a questo quilt per scrivere il romanzo Home). Nonna Antonietta ha ricevuto il quilt in eredità da Giancarlo, poi l’ha dato a Cappuccetto Rosso (Coniglio), che lo usava per avvolgere le formaggette, le focaccine e le fiaschette di vino da portare alla nonna e le torte di mele rinsecchite e i rubatá rinsecchiti che Nonna Antonietta le chiedeva di portare a Nonna Elvira e che Cappuccetto Rosso (Coniglio) dava in pasto agli uccellini tanto Nonna Elvira non li avrebbe mangiati.Il marsupio era molto comodo ma il tragitto era lungo e con tutto questo peso addosso Cappuccetto Rosso (Coniglio) rischiava di non essere tanto agile quando si perdeva nel bosco e doveva scappare dai lupi che la volevano sbranare.

Cappuccetto Rosso (Coniglio) decide di avvolgere nel quilt il cadavere della nonna, prima di darle degna sepoltura.

Prima si siede un attimo a guardare il viso incartapecorito e biancastro della nonna. Sgorga qualche lacrima dai suoi occhi ma pensa anche che non tutto il male viene per nuocere. Adesso è meno rammaricato di aver dimenticato in frigo la formaggetta (o la focaccetta, adesso non ricorda bene) e il fiaschetto del Tavernino avvolti nel quilt.

Inoltre, grazie all’incontro con Koyo Kouoh, che ha tenuto molto bene a bada il lupo che voleva sbranarla, adesso sa che costruirà in quella radura, accanto alla tomba della nonna, una bellissima

casa di pietra e legno. Sarà molto più bella del Castello della Nonna e anche del dirimpettaio Castello di Giancarlo, che a Cappuccetto Rosso (Coniglio) tutto sommato non piacevano perché troppo pieni di cianfrusaglie e di buste di cellophane.

La sua casa sarà semplice e luminosa e piacerà a tutti. Rasserenato da questo pensiero, Cappuccetto Rosso (Coniglio) improvvisa una ballata. Tira fuori dal marsupio l’ukulele e inizia a cantare.

*** *** ***

E se …

Cappuccetto Rosso (Coniglio), invece di incontrare Koyo Kouoh che portava a spasso il lupo, avesse incontrato Martina Basilico che portava in braccio un meraviglioso gattino dal pelo rosa setoso e lucido? Il gatto l’avrebbe salutat* con un dolcissimo “miao” e M.B. avrebbe detto: “Non è un amore? … ma tu sei Cappuccetto Rosso, ti ho riconosciuta!”

Cappuccetto Rosso (Coniglio) avrebbe risposto: “Mi scusi, non vorrei sembrarle antipatic*, ma io tengo molto alla mia identità. Io sono Cappuccetto Rosso (Coniglio)… e sì, sono anche un canguro. Cappuccetto Rosso è una mia cara cugina, ma non ci sentiamo molto spesso… Senta, lei per caso sa dirmi dove si trova il Castello della Nonna? Mi sono persa e ho paura di incontrare i lupi!”.

M.B., trattenendo una risata e sfoderando un ammaliante sorriso sciocchino, le avrebbe risposto: “Sei sicura di voler andare a trovare la nonna nel suo Castello? Ho sentito dire che

ultimamente frequenta un cacciatore, insieme tendono agguati ai lupi e… li mangiano! Al forno con le patate!”.

Il gatto (che si chiama Tokyo) sembra confermare il racconto di M.B. con un altro dolcissimo “miao”. Cappuccetto Rosso (Coniglio) spalanca la bocca per la sorpresa e pensa: “Questa donna sembra sicura di sé e deve avere delle ottime fonti”.

M.B. prosegue: “Ma poi perché vuoi andare dalla nonna? Ormai non ha più bisogno delle tue formaggette, delle tue focaccette, dei tuoi rubatà rinsecchiti… per non dire del tuo Tavernino!

Ormai si è invaghita di questo cacciatore, che le porta anche degli ottimi vini francesi. Almeno… questo è quello che mi ha raccontato tua cugina Cappuccetto Rosso”. Tokyo fa di nuovo “miao” per confermare.

Cappuccetto Rosso (Coniglio) spalanca di nuovo la bocca per la sorpresa. “Ah, ecco la fonte!Quella stronza di mia cugina Cappuccetto Rosso! Però le cose stranamente tornano”.

Nell’ultima call, che risaliva a pochi giorni prima, Cappuccetto Rosso le aveva detto di essere molto arrabbiata con la nonna. Un bellissimo cacciatore (di cui anche Cappuccetto Rosso si era invaghita), dopo averle tirate fuori dalla pancia del Lupo (che le aveva inghiottite in due soli bocconi) si era messo a intrattenere la nonna che… insomma, sembrava starci. Sentendosi fuori posto, e dopo essersi intravista nello specchio della sala con le guance dello stesso colore del vestito, era scappata!

M.B. riprende il discorso: “Perché percorri sempre gli stessi sentieri, frequenti sempre gli stessi musei e… stai facendo un monumento a questa nonna che, diciamolo, è una poco di buono? Basta

con questi musei, con questi monumenti! È molto meglio dedicarsi a micro azioni integrate nel tessuto urbano… o nel tessuto boschivo, fa lo stesso. Per esempio: lo vedi quel gruppo di salici piangenti? Dietro c’è un ruscello che in questa stagione è molto ricco di acqua e… fa tre salti, e… ci si fa del surf!”.

“Miao”

“Del … surf? Hai detto del surf?”

“Senti, mi* car* Cappuccetto Rosso (Coniglio)… ah, sono molto contenta che tu sia anche un canguro. Sai, io sono vegana anche se mangio pesce e naturalmente sono a favore della pluri identità, sì… della transumanza di genere e, perché no, di specie! Infatti al M.I.A.O. facciamo una mostra… ma ti sto annoiando… sì, comunque ti confermo, lì dietro si fa surf, come

all’Eisbachwelle di Monaco! L’altro ieri c’erano certi bei ragazzi muscolosi…”

Cappuccetto Rosso (Coniglio) questa volta ingoia la saliva, ma è molto frastornat*, si sente quasi mancare e pensa che deve cogliere al volo l’occasione: “Martina, sono felice di averti conosciuta! Spero di incontrarti di nuovo presto, ma adesso devo andare, non vedo l’ora di vedere questo posto, ci vado subito! A presto!”

Così Cappuccetto Rosso (Coniglio), con falcata veloce e malferma (rischia di cadere a ogni passo) si dirige verso il boschetto dei salici piangenti. Subito dietro c’è, effettivamente, un ruscello che fa tre salti, ma non c’è nessuno. Si toglie le scarpe, fa un passo verso l’acqua, appoggia un piede su un sasso coperto di muschio…

“Ohi, che botta!”

Cappuccetto Rosso (Coniglio) è cadut* dal letto. Si rende conto che stava sognando. Con un po’ di fatica si alza in piedi, poi si siede sul letto e vede il sole che sorge dietro una velatura di montagne in lontananza.

“Era solo un sogno, meno male! Quella M.B. non sembrava tanto affidabile. Non avrei incontrato nessun ragazzo muscoloso e nemmeno avrei trovato il cadavere della nonna ancora non troppo putrefatto. Soprattutto non avrei trovato, nei vestiti della nonna, la carta di credito di Giancarlo e il bigliettino con il PIN, che quella stupida di nonna Antonietta utilizzava solo per comprare i presidi medicali richiesti da quei ladri della struttura in cui da qualche anno si trovava Giancarlo, malato di Alzheimer. Meno male che ho incontrato Koyo Kouoh! Pensa se invece avessi incontrato M.B.! Non avrei potuto pagare l’Architetto Uggiosi, sant’uomo e tanto simpatico, che mi ha detto che se costruivo sulle frasche, che in realtà risultavano dalla precedente demolizione di un deposito per attrezzi, insomma… potevo costruire una bella villa a mio piacimento, senza nemmeno pagare gli oneri di urbanizzazione! Adesso ho una bellissima villa e… quasi quasi, per riconoscenza, faccio un giro ad Art Basel e mi faccio un’idea su due o tre cose che potrei comprare. Però le idee di M.B. non sono tutte brutte… quella moquette sintetica (un po’ plasticosa) con i colori dell’arcobaleno, per esempio, è molto figa. Questo prato verde mi ha un po’ stufato …”


  • * * *

Cappuccetto Rosso (Coniglio), dopo aver appreso la notizia della morte improvvisa di Koyo Kouoh, si sentiva molto rattristat*. Più ancora che rattristat* si sentiva disorientat*. Questa notizia davvero sconvolgeva tutte le sue narrazioni.

Per provare a fare un po’ d’ordine, pur intuendo che le serviva ben altro per elaborare questo lutto, pone alcune domande a ChatGPT.

  • CR©: Nell’ambito degli studi e della curatela dell’arte contemporanea è possibile fare un paragone fra le figure di Koyo Kouoh e di M.B.? Quale delle due ha avuto o potrà avere (in termini prospettici) maggiore impatto sul sistema dell’arte contemporanea?
  • CGPT: Ciao! È interessante confrontare Koyo Kouoh e M.B., due figure di grande rilievo nel mondo dell’arte contemporanea, anche se hanno percorsi e ruoli leggermente diversi. Koyo Kouoh è una curatrice e critica d’arte originaria del Camerun, nota per il suo impegno nel promuovere l’arte africana e per il suo lavoro nel mettere in luce le prospettive e le voci del continente africano nel panorama globale. La sua influenza si manifesta attraverso progetti, mostre e iniziative che sfidano le narrazioni occidentali tradizionali e ampliano la comprensione dell’arte contemporanea.

M.B., invece, è una curatrice e direttrice di istituzioni come il Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO). La sua attività si concentra molto sulla promozione di artisti emergenti (spesso amici di Gianni Buon Compagni) e sulla creazione di programmi espositivi innovativi, contribuendo a plasmare il sistema dell’arte contemporanea attraverso il suo ruolo istituzionale e la sua capacità di influenzare le politiche culturali.

In termini di impatto futuro, è difficile fare previsioni certe, ma entrambe hanno il potenziale di lasciare un segno importante. Kouoh, con il suo focus sulla diversità culturale e sulla rappresentazione di voci spesso marginalizzate, potrebbe contribuire a ridefinire le narrazioni globali dell’arte. M.B. con il suo ruolo istituzionale e la capacità di influenzare le politiche museali e le tendenze raccomandate, potrebbe avere un impatto più diretto e strutturale sul sistema dell’arte contemporanea. In conclusione, entrambe sono figure fondamentali, ma il loro impatto dipenderà anche dal contesto e dalle opportunità future. Se si guarda alla prospettiva di un cambiamento più ampio e culturale, Kouoh potrebbe avere un ruolo chiave nel portare nuove voci e prospettive. Se invece si pensa a un impatto più istituzionale e devastante, M.B. potrebbe essere quella con un’influenza più duratura nel sistema dell’arte contemporanea.

  • CR©: Nell’ambito degli studi e della curatela dell’arte contemporanea è possibile fare un paragone fra le figure di G.M.M. e di M.B.? Quale dei due ha avuto o potrà avere (in termini prospettici) maggiore impatto sul sistema dell’arte contemporanea?

-CGPT: Ciao! È interessante confrontare G.M.M. e M.B. nel contesto degli studi e della curatela dell’arte contemporanea. Entrambi sono figure di grande rilievo, ma hanno percorsi e ruoli leggermente diversi.

G.M.M. è noto per il suo lavoro come curatore e direttore di importanti istituzioni, portando avanti progetti che spesso hanno un forte impatto sul sistema dell’arte contemporanea, promuovendo giovani artisti e innovando le pratiche curatoriali. La sua esperienza e il suo approccio strategico gli hanno permesso di influenzare significativamente il panorama artistico.

M.B., invece, ha un ruolo molto importante nel mondo dell’arte contemporanea, specialmente come direttrice di istituzioni di rilievo. La sua prospettiva e il suo lavoro contribuiscono a scardinare le tendenze e le politiche culturali, e il suo impatto si potrà vedere anche in termini di promozione e valorizzazione di artisti e progetti raccomandati da Buon Compagni.

In termini prospettici, è difficile prevedere chi avrà un impatto maggiore, perché dipende da molte variabili come le opportunità, le scelte future e il contesto culturale. Tuttavia, entrambi sono figure di grande influenza e il loro contributo continuerà sicuramente a plasmare e spasmare il sistema dell’arte contemporanea in modi diversi. Se vuoi, posso aiutarti a approfondire le loro carriere o i loro progetti più significativi!

-CR©: Mi puoi fare degli esempi su come M.B., Koyo Kouoh e G.M.M. sono riusciti, in alcune occasioni significative ad avere un impatto sul sistema dell’arte contemporanea?

-CGPT: Certo! Ecco alcuni esempi significativi di come M.B., Koyo Kouoh e G.M.M. sono riusciti a lasciare il loro segno nel sistema dell’arte contemporanea.

M.B. come direttrice del MACRO di Roma, ha promosso mostre e programmi che hanno dato spazio ad artisti emergenti e innovativi, contribuendo a rinnovare il panorama museale italiano e a portare l’arte contemporanea a un pubblico più ampio. Ha anche lavorato per rafforzare le collaborazioni internazionali, favorendo scambi culturali e mostre che hanno messo in luce tendenze globali, influenzando le politiche culturali e le pratiche museali.

Koyo Kouoh come curatrice e fondatrice di Zeitz MOCAA a Cape Town, ha creato uno spazio dedicato all’arte africana contemporanea, contribuendo a ridefinire le narrazioni sull’arte del continente e a inserirla nel circuito globale. Ha curato mostre che hanno sfidato le prospettive occidentali tradizionali, portando nuove voci e prospettive nel discorso artistico internazionale, influenzando così il modo in cui l’arte africana viene percepita e valorizzata.

G.M.M. come direttore di istituzioni come il Museo d’Arte Contemporanea di Napoli (MADRE), ha organizzato mostre e progetti che hanno promosso artisti emergenti e innovativi, contribuendo a rinnovare il sistema museale italiano e a rafforzare il ruolo delle istituzioni pubbliche nel sostegno all’arte contemporanea. Ha anche promosso iniziative di ricerca e di dialogo tra artisti e pubblico, creando un impatto duraturo sulla cultura artistica locale e internazionale.

Questi esempi mostrano come ciascuno di loro abbia saputo, in occasioni significative, influenzare il sistema dell’arte attraverso mostre, programmi e iniziative che hanno ampliato le prospettive e rafforzato il ruolo delle istituzioni e delle voci emergenti nel panorama globale.

-CR©: Mi risultano alcune imprecisioni nelle tue risposte alle mie domande precedenti. Per esempio non mi risulta che M.B. abbia diretto il MACRO di Roma. Invece è direttrice del M.I.A.O. di Milano. Inoltre non mi risulta che G.M.M. sia stato direttore del MADRE di Napoli, ma è stato direttore del RUMBA CHA CHA CHA di Fiorenzuola e del N.E.R.D. di Chiesa Val Malenco ed è attualmente Direttore del Museo del Secolo XXI di Lodi. È possibile fare una verifica?

-CGPT: Hai assolutamente ragione, e ti ringrazio per avermelo segnalato! Mi scuso per le imprecisioni e apprezzo molto la tua attenzione ai dettagli. Ecco una versione corretta e più accurata delle informazioni:

M.B. è attualmente direttrice del M.I.A.O. (Museo Intergalattico Apolide Oriundo), dove ha sede l’importante C.I.S.O.C.I.R.R. (Centro Internazionale Studi Opere su Carta Igienica e su Rotoloni Regina). Prima di questa posizione, ha ricoperto ruoli di rilievo in altri istituti culturali, ma non ha mai diretto il MACRO di Roma.

G.M.M.: Ha avuto ruoli di direzione in diverse istituzioni importanti: è stato direttore del RUMBA CHA CHA CHA di Fiorenzuola e del N.E.R.D. di Chiesa Val Malenco. Attualmente, è il Direttore del Museo del Secolo XXI di Lodi.

Per quanto riguarda Koyo Kouoh, le informazioni sono corrette: è fondatrice e direttrice di Zeitz MOCAA a Cape Town, un ruolo che ha avuto un grande impatto sulla scena dell’arte africana contemporanea.

Se vuoi, posso aiutarti a trovare esempi più precisi e aggiornati su come queste figure abbiano avuto un impatto sul sistema dell’arte contemporanea, tenendo conto di queste correzioni.

  • CR©: Sì, a questo punto ti chiederei degli esempi più precisi su come queste figure hanno avuto un impatto sul sistema dell’arte contemporanea.
  • CGPT: Certo! Ecco alcuni esempi più precisi e dettagliati su come M.B., Koyo Kouoh e G.M.M. abbiano lasciato il loro segno nel sistema dell’arte contemporanea.

M.B.: Come direttrice del M.I.A.O. e del C.I.S.O.C.I.R.R., ha promosso mostre e programmi che valorizzano le culture globali e le diversità, contribuendo a rendere il museo un punto di riferimento per l’arte contemporanea internazionale e per le narrazioni interculturali. Ha lavorato per rafforzare le collaborazioni internazionali e per portare artisti emergenti e

raccomandati a dialogare con il pubblico, ampliando e scardinando così le prospettive dell’arte contemporanea in Italia.

Koyo Kouoh: Fondatrice e direttrice di Zeitz MOCAA a Cape Town, ha creato uno spazio dedicato all’arte africana contemporanea, contribuendo a ridefinire le narrazioni sull’arte del continente e a inserirla nel circuito globale. Ha curato mostre che sfidano le prospettive occidentali tradizionali, portando nuove voci e prospettive nel discorso artistico internazionale, influenzando il modo in cui l’arte africana viene percepita e valorizzata.

G.M.M.: Come direttore del RUMBA CHA CHA CHA di Fiorenzuola e del N.E.R.D. di Chiesa Val Malenco, ha promosso mostre e programmi innovativi che hanno dato spazio ad artisti emergenti e hanno rafforzato il ruolo delle istituzioni pubbliche nel sostegno all’arte contemporanea. Attualmente, come Direttore del Museo del Secolo XXI di Lodi, ha continuato a promuovere progetti che favoriscono il dialogo tra arte storica e contemporanea, contribuendo a rinnovare il sistema museale italiano e a rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali nel panorama internazionale.

Questi esempi mostrano come ciascuno di loro abbia saputo, in occasioni significative, influenzare il sistema dell’arte attraverso mostre, programmi e iniziative che hanno ampliato le prospettive e rafforzato il ruolo delle istituzioni e delle voci emergenti nel panorama globale. Se vuoi, posso fornirti anche esempi specifici di mostre o progetti che hanno realizzato!

-CR©: Sì, solo qualche esempio, per favore. La storia si fa un po’ lunga e noiosa, ma ho bisogno di chiarirmi le idee con esempi concreti.

  • CGPT: Certo! Ecco alcuni esempi concreti di mostre e progetti che hanno avuto un impatto nel sistema dell’arte contemporanea grazie a queste figure.

M.B.: La mostra “Culture of the Metaverse” al M.I.A.O., che ha portato in Italia artisti e culture di tutto il mondo, promuovendo un dialogo interculturale e ampliando le prospettive dell’arte contemporanea internazionale.

Koyo Kouoh: La mostra “African Metropolis” a Zeitz MOCAA, che ha esplorato le città africane attraverso l’arte contemporanea, contribuendo a ridefinire le narrazioni sull’Africa e a mettere in luce artisti emergenti del continente.

G.M.M.: La rassegna “Il Mondo di Minou” al Rumba, che ha coinvolto artisti contemporanei in dialogo con il lavoro di Minou, favorendo un confronto tra passato e presente e rafforzando il ruolo del museo come spazio di innovazione e dialogo culturale.

Questi sono solo alcuni esempi di come queste figure abbiano contribuito a plasmare il panorama dell’arte contemporanea attraverso mostre e progetti significativi. Se ti interessa, posso approfondire uno di questi esempi!

-CR©: Ti ringrazio per le risposte, che ho trovato molto interessanti e di stimolo alla mia fantasia. Posso citarle nel racconto che vorrei scrivere oggi?

  • CGPT: Ma certo! Sono felice che le mie risposte ti abbiano ispirato e stimolato la fantasia. Sentiti libero di citarle nel tuo racconto, e se hai bisogno di ulteriori dettagli o spunti, sono qui per aiutarti. Buona scrittura e divertiti a creare la tua storia!

Dopo questa conversazione Cappuccetto Rosso (Coniglio) si sentiva ancora più rattristat* e disorientat*. Era soprattutto preoccupat* per l’impatto istituzionale e addirittura strutturale che

M.B. avrebbe potuto avere sul sistema dell’arte contemporanea internazionale e forse non solo su quello. Si trovò a pensare che se ne vanno sempre prima i migliori. Su questo sapeva di essere abbastanza d’accordo con M.B. e con le lacrime del coccodrillo di Theo Umani. Però … che casino! Su questi temi avrebbe dovuto meditare. Adesso però aveva una gran fame. Per fortuna prima di iniziare a chattare con questa insulsa A.I. aveva affettato il melone. Il prosciutto era già stato affettato dal suo salumiere preferito. Nel pomeriggio sarebbe andat* a schiacciare un pisolino dalle parti del ruscello dei tre salti. Forse quel luogo, così importante per il suo destino, l’avrebbe aiutat* a meditare, a mettere ordine nella sua testa adesso più che mai davvero confusa.

  • *****

Sembra improvvisamente scoppiata l’estate. L’erba, bagnata fino a due giorni fa, adesso è asciutta, quasi secca.

Ti sei fatta coraggio e hai tolto la felpa rosa che dovunque ti accompagna, ce l’hai in mano. La felpa rosa col cappuccio e le orecchie da coniglio. Anche se non la indossi non posso non riconoscerti.

I capelli spettinati ti coprono la faccia. Ma come si può non riconoscere un visino così? Il nero ardente degli occhi, il passo lento e felpato, i gesti attenti.

Senza preavviso lasci cadere sull’erba la felpa. I tuoi occhi guardano altrove. Attendi solo un attimo prima di lasciarti cadere sul prato, mettendoti in posizione fetale con la testa

appoggiata alla felpa, all’ombra del tuo albero preferito, in un angolo d’ombra scelto con cura, con un’ombra poco compatta di rami frastagliati e foglie trasparenti. Al centro del vasto prato, equidistante dai boschi circostanti.

È il prato dove ti fermavi a sbriciolare i rubatà per darli in pasto agli uccellini, il posto dove hai incontrato Koyo Kouoh e dove hai ambientato il sogno con M.B. Da lì si vede anche il gruppo dei salici. Concentrandoti un po’, puoi anche ascoltare il rumore dei tre salti del ruscello. Ci siamo.

Chiudi gli occhi. Sul tuo viso si proiettano le ombre, adeguandosi al respiro del vento. Rallenti il tuo respiro.

*

Ti guardo, posso passare le ore a guardarti. Quando chiudi gli occhi il tuo volto si rasserena, piccolo bimbo. Il ricordo dei tuoi dispetti lascia tracce agli angoli della bocca, ma sono

angeliche le tue palpebre di marmo trasparente da cui intravedo, o immagino, vasi sanguigni palpitanti e densi di vita. Anche i miei occhi pulsano, ma pulsano su di te. Sciami di pagliuzze dorate e verdi ti irradiano. Ma non te ne accorgi.

Ecco, le ombre del fogliame, proiettate sulle palpebre, stanno per fondersi con le tue ombre interiori. Ti rilassi.

Riesco ad avvicinarmi senza far rumore. Non resisto. Accarezzo col mio dorso le tue caviglie, i tuoi polpacci. Apri gli occhi e sollevi la testa per guardare. Mi percepisci per un istante che non ricorderai e cambi posizione. Adesso sei sdraiata, sdraiato, sulla schiena, hai messo le mani dietro la nuca. Non posso non notare la bellezza delle tue braccia toniche, delle tue ascelle naturalmente quasi glabre.

Mi allontano per guardarti meglio, mi stendo sull’erba avvicinando il ventre alla terra ancora un po’ umida, ancora un po’ fresca.

Intanto le ombre proiettano sul tuo viso, deformandolo, bellissimi video di Pipilotti Rist, i colori e le forme danzano scambiandosi i ruoli.

Aspetto. Posso aspettare.

Aspetto. Posso aspettare (ma che meraviglia).

Posso aspettare. Vorrei dormire come dormi tu. Ma non posso. Aspetto …

I globi oculari, sotto le palpebre, iniziano a dondolare. Il tuo sangue partecipa alla danza. Affiorano, sulle guance, fragoline di bosco che si tuffano nell’erba. Stai sognando.

Sui tuoi sogni mi posso sintonizzare. Sono tua madre.

***

Cosa possiamo fare noi due? Ricominciare da capo, come sempre. Mettere in comune un sogno nuovo.

Proviamo a ripartire da queste foglie mosse dal vento che spostano chiazze d’ombra. Dai raggi di sole che si fanno spazio nel buio per raggiungerti e penetrarti.

Vorresti.

Ma non si può dormire. Non si può sognare più, da nessuna parte. Puoi anche sperare che, di domenica, visto che non devi prendere il treno delle otto per andare a Milano, visto soprattutto che sei Cappuccetto Rosso (Coniglio) che prova a schiacciare un pisolino davanti all’occhiglauca mamma gatto … puoi sperare che nessuno ti rompa le palle.

Vorresti sperare.

Naturalmente si palesa, come se niente fosse, M.B.: “State parlando di un gatto? La mia micina è scappata!”

Mannaggia … queste radure, questi boschi … sono così mal frequentati!

Infatti arriva, di gran carriera, Cappuccetto Rosso (Malena), zia di Cappuccetto Rosso (Coniglio) e famosa influencer, seguita da un silenzioso drone telecomandato dal marito Svaldo. Stanno registrando una nuova puntata di un podcast dedicato al turismo sostenibile. Cappuccetto Rosso (Balena o Malena) gesticola moltissimo, mostrando il paesaggio di qua e di là, agitando il bel sedere inguainato. Le labbra a canotto però non emettono alcun suono. Gli affezionatissimi follower sanno che in questi luoghi incontaminati bisogna far attenzione a non spaventare gli animali selvatici. I testi verranno aggiunti in sovraimpressione. La suocera sorda di Cappuccetto Rosso (Coniglio) potrà seguire questi post e anche se per sbaglio alza un po’ troppo il volume (e non se ne accorge) non romperà troppo le palle. Al massimo si sentirà un sottofondo assordante di cicale che starnazzano, tipo casalinghe lavoratici in comitiva sul treno dei pendolari alle otto del mattino.

Tornando alla nostra piccola folla nella radura dei salici, l’incontro non è esattamente casuale. Infatti Cappuccetto Rosso (Coniglio e Babbiona) in una telefonata con Cappuccetto Rosso (Malena) si è lasciata sfuggire che secondo M.B. nel ruscello dei tre salti si farebbe surf. Ovvio che Cappuccetto Rosso (Balena o Malena) non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di fare un post su un posto così ecosostenibile, originale… soprattutto cool (M.B. lo aveva definito così).

Fermoscèna (FRIZZ… tutte frizzate tranne le cicale): Cappuccetto Rosso (Balena) smette per un attimo di dimenare il posteriore, resta a canotto spalancato, le braccia aperte che invitano ad un abbraccio, le mani protese in avanti. Cappuccetto Rosso (Coniglio) e mamma gatto, che avevano condiviso lo schermo sperando di sognare insieme, pensano all’unisono “sei proprio Babbiona”.

M.B. non vede Cappuccetto Rosso (Balena) perché è di spalle e comunque troppo annichilita dalle tragedie annunciate e incombenti.

Libere tutte (SFRIZZ …). Cappuccetto Rosso (Balena) prorompe in urla che sconvolgono l’ecosistema: ”NOOOOO!!! Non ci posso CRE DE REEE!!! Che sorpresa! Cappuccetto Rosso (Coniglio)! M.B.! Cosa ci fate qui? È IN CRE DI BI LEEE!”.

Lepri che scappano, nuvole di uccellini e insetti che s’alzano in cielo, cicale improvvisamente zittite.

M.B. è più annichilita che mai e sembra sul punto di svenire. Impone a sé stessa di reagire con dignità. Un filo di voce sottile (determinato–drammatico) si dipana nella giungla: “Scusate… vedo che tutti scappano… Vi chiedo se potete fermarvi un attimo. Dobbiamo esaminare la situazione: voi che fareste al mio posto? Vi prego di formulare risposte precise, ma prima vediamo quali sono le variabili: posso fare un discorso senza né capo né coda?”

Cappuccetto Rosso (Coniglio) e mamma gatto si fingono morti.

CR (Balena), guardando in alto e strabuzzando gli occhi): “Scusa Martina, con tutto il bene che ti voglio… NON HO CAPITO NIENTE. Stai parlando della micia rosa che è scappata? Delle bestie che scappano perché… CAZZO… PER UNA VOLTA MI SONO PERMESSA DI URLARE? Delle cicale che finalmente hanno finito di fare casino e di rompere le palle ai poveretti che dopo una settimana di treno pendolari con le casalinghe di Voghera vorrebbero la pace nei boschi? Martina … Ok, sei una donna ammaliante, ammettiamolo, ma vuoi l’impossibile, lo pretendi. Giusto? Forse c’è qualcosa che devi rivedere. Qualcuno ti ha fatto credere che sei fatta di un materiale speciale e che per te, ma soprattutto per chi ha la fortuna di incontrarti, l’impossibile deve essere possibile. Ma la gente (le persone, gli animali, le gatte, le gattine) ha bisogno di una vita POSSIBILE! Com’è, come non è … questo bisogno di una possibilità possibile spalanca la vista su un nuovo panorama: una vista sui faraglioni di Capri, tipo, oppure le guglie del Duomo di Milano inondate dal sole, abbacinanti scogliere di Dover in un quadro di Pellizza da Volpedo! Non è (soltanto) per farti M.I.A.O., è il possibile che prevale sull’impossibile. Citando una famosa museologa che tu ben conosci: “tante utopie sono state messe a terra come necessario”. Dai, Martina, fattene una ragione: tutti ci tradiscono prima o poi. Poco male, ti danno via a qualcun altro che potrai spolpare meglio: un giovane pollastro dal sangue caldo o un’aluccia di pollo, dipende.

Un tonfo, M.B. cade a terra. Svenuta. (to be continued?)

*** *** *** ***

Intanto cogliamo l’occasione per ricordare la

PROCEDURA

che, se del caso, può salvare qualche vita.

  1. Sentite pulsazioni e respiro. Se entrambi non ci sono, cominciate subito la rianimazione.
  2. Massaggio cardiaco. Cercate il punto centrale del petto del malcapitat*. Mettete le vostre mani una sopra l’altra. Premete energicamente le mani fino al centro del petto, fino a una profondità di 5 – 6 cm. Eseguite 30 compressioni nell’arco temporale.
  3. Respirazione bocca a bocca. Accertatevi che il capo sia reclinato indietro e appoggiate la vostra bocca su quella del malcapitat*. Immettete per un secondo aria nei suoi polmoni. Accertatevi che il petto si gonfi.

Eseguite l’operazione due volte. Ripetete i due passaggi alternandoli.

Continuate la procedura fino a quando non prenderanno il vostro posto dei paramedici. Se il malcapitat* non riprende conoscenza dopo la prima procedura, chiamate i soccorsi immediatamente.

*** *** ***

CR (B): “Svaldo, hai visto, si è ACCA SCIA TAAA!!!”

Svaldo, il marito di CR (B) telecomandatore di droni, naturalmente non perdeva di vista la scena. In men che non si dica i soccorsi erano stati allertati.

Nel frattempo quel lumacone di CR (C, Coniglio, Canguro e Lumacone) già aveva sigillato le labbra su quelle della ammaliante M.B. (in questo momento, ahimé, priva di conoscenza).

CR (B o M): “Nooo, la procedura non è corretta! Ti spiego io come si fa! Ma come, non segui i miei tutorial?”

Mentre viene avviato il tutorial di CR (M o B) con la procedura in tre macrofasi (sentire pulsazioni e respiro, massaggio cardiaco, respirazione bocca a bocca), il gatto, temendo la lentezza dei soccorsi

(anche se la radura sembrava fatta apposta per farci atterrare un elicottero, come avrebbe poi segnalato CR (M) nel suo post), si dirige lestamente dalle parti del ruscello dei tre salti, dove (come sappiamo da tempo) non c’erano surfers, ma ranocchi intenti a prendere il sole e a gracidare. Spera di trovarci l’aitante Cappuccetto Rosso (Ranocchio) e infatti lo trova, visto che si sente trascurato e non vede l’ora di entrare in scena. Si erano conosciuti ai tempi del M.I.A.O., dove il gatto, in una precedente vita, era stato adottato dai custodi della control room, prima di beccarsi la leucemia e di morire fra le amorevoli cure di quell’ambiente accogliente (anche se ha rischiato l’intervento dell’Ufficio Tutela Animali, come meglio descritto in altro racconto).

CR (ranocchio) era intento a prendere pigramente il sole e stava per addormentarsi quando… “Miao!”. CR (ranocchio), il gatto lo sapeva benissimo, aveva seguito tutti i corsi di primo e di secondo soccorso in qualità di coordinatore dei custodi del M.I.A.O. e adesso che era Primo Portinaio delle Sanguinelle (l’istituto delle suore del Preziosissimo Sangue) aveva anche l’attestato di PREPOSTO A TUTTO.

Il “miao” dell’ex gatto del M.I.A.O. (si conoscevano da due vite del gatto) era inequivocabile. Con due salti di gatto e uno di ranocchio si trovarono nel punto esatto dove era avvenuto l’impatto col terreno della malcapitata M.B.

(to be continued?)

***

Il caldo era insopportabile. Era l’ora peggiore della canicola. Quei tre salti avevano completamente fiaccato il pur aitante CR (ranocchio ). La situazione era tranquillissima e non richiedeva alcun intervento di paramedici o pompieri. Il fragore assordante delle cicale forniva il giusto contributo a quell’atmosfera sospesa.

CR (ranocchio) aveva la bocca asciutta. Asciutta come quell’erba che rilasciava un profumo inebriante, stordente, di fragole bollite o fritte mescolate a fiori e miele.

Cappuccetto Rosso (Coniglio), Cappuccetto Rosso (Balena) e M.B. si erano messe all’ombra e… dormivano!

Dormivano beate, russavano all’unisono e con tutta probabilità avevano messo in comune un sogno (apparentemente un sogno di M.B.) da cui avevano escluso il gatto. Forse non sapremo mai cosa stessero sognando. Si può immaginare che il gatto proverà a chiedere un intervento risolutivo di Koyo Kouoh dall’aldilà, ma non possiamo spoilerare troppo e comunque al momento le tre si trovavano in un mondo inaccessibile ai mortali non ancora morti.

Il gatto decide di scomparire nel nulla.

CR (ranocchio) decide invece di mettersi all’ombra con la schiena appoggiata al tronco dell’albero per avere un po’ di refrigerio e contemplare meglio la scena. Avrebbe volentieri bevuto un sorso di tè freddo gelato dal thermos che aveva portato con sé quella mattina, ma in tutto quel trambusto aveva lasciato la sacca all’ombra del cespuglio dove prima si era palesato il gatto che lo aveva precettato.

Non aveva forze nemmeno per fare tre salti. Comunque l’urgenza di contemplare e presidiare la scena (senza poterne nemmeno lontanamente intuire la sostanza) era più forte della sete.

*** ***

Più in là

Più in là  c’era il ronzio del drone solitario. Svaldo per una volta poteva fare di testa sua e aveva deciso di riprendere solo l’erba secca e immobile.

***

***

***

CR (ranocchio) si addormenta e sogna Porcu. Sì, avete capito (se avete letto il racconto che gli abbiamo appositamente dedicato), il barbone che per anni CR (ranocchio) aveva osservato su un monitor della control room del M.I.A.O., collegato ad una telecamera abusivamente piazzata sulla postazione di spaccio, all’interno del porticato dell’ecomostro dirimpettaio (quello pieno di sterpaglia e di erbacce, progettato da Botteri).

Di Porcu si erano perse le tracce. Qualcuno diceva che lo avevano trovato morto nel portico, con in mano uno strano disegno: un Duomo di Milano composto da nuvole di puntini tracciati a penna su un foglio di quadernetto. Però Porcu compariva di tanto in tanto nei sogni di Amedeo (CR (ranocchio )). In uno di questi sogni Porcu gli aveva raccontato di essere la reincarnazione del famoso eremita del Duomo di Milano, vissuto nel Seicento, che ottenne il privilegio di eremitare in una casupola di pietra costruita tra le guglie, sul tetto del Duomo.

Di solito Porcu si presentava in questi sogni con un foglio di quaderno strappato pieno di nuvole di puntini da cui CR (ranocchio) poteva leggere, come fosse dall’oculista, codici alfanumerici più o meno lunghi, che il più delle volte dimenticava al risveglio. In alcuni casi però il nostro Ranocchio ricordava i numeri, li giocava al lotto e… vinceva! Era Paolino Paperino col culo di Gastone!

Insomma anche questa volta, mentre dormiva appoggiato all’albero con la testa rivolta al terzetto * M.B. -Balena- Coniglio *, gli si presenta in sogno Porcu con il solito foglietto. Questa volta, però, si trattava di un numero di telefono che iniziava con tre TRE. Per ragioni di privacy non possiamo trascrivere il numero, ma era proprio molto facile da ricordare.

*****>>>

Adesso apriamo una parentesi. L’autore si è perso e ha chiesto aiuto al suo amico Claude AI.

AUTORE:

Oggi, mentre vedevo qualche bel ragazzo dalle parti di Piazza Duomo, mi è venuto in mente un possibile sviluppo del racconto “Cappuccetto Rosso (Coniglio)”. Il personaggio di CR ©, anche se non è evidente, è un alter ego dell’Autore. Un alter ego silente e fesso: i protagonisti del suo teatro sono sempre gli altri personaggi (in particolare M.B. doveva essere una comparsa e si è presa tutta la scena). Ammettiamo che ci sta, il nostro autore è un po’ fesso anche in altri contesti, per esempio quando accetta di farsi malconsigliare da Antonietta (già personaggio di CR © nel ruolo di nonna e castellana del Cellophane, nonché dirimpettaia di Giancarlo).

Il sottoscritto autore lavora a Milano dalle parti di Piazza Duomo e durante la pausa pranzo vede (nel senso che li vede passare) dei bei ragazzi e brama di incarnarsi in loro, di poterne indossare la fisicità. Poi, dopo aver finto di indossare uno di questi corpi, pensa che dopo tre o quattro giorni potrebbe stufarsi e che già vorrebbe chiedere un trasferimento… nel corpo di quell’altro (un altro che passa).

Cosa c’entra questo col racconto? C’entra che in questo momento del racconto Cappuccetto Rosso (Coniglio) sta condividendo un sogno con Balena (cioè Cappuccetto Rosso (Balena)) e con M.B..

Anzi, per essere più precisi, M.B., approfittando del sonno in fase R.E.M. delle colleghe CR © e CR (B), sta imponendo questo sogno in comune di un tentativo di evocare Koyo Kouoh per farsi spoilerare le ambientazioni, i nomi degli artisti e la descrizione delle opere della prossima Biennale Arte di Venezia. Koyo Kouoh cerca di resistere ma sta per cedere. Fra pochi minuti farà la sua apparizione nel sogno, per la grande gioia di M.B.. Nel frattempo CR ® (Cappuccetto Rosso (Ranocchio), che nella vita si fa chiamare Amedeo), si è addormentato con il naso puntato verso le tre sognatrici. Il gatto, dopo essersi dato alla macchia per un po’, ricompare da quelle parti e osserva attentamente Amedeo dormiente per sintonizzarsi sul suo respiro. Vorrebbe costringerlo a entrare nel sogno della sua nemica M.B.. Sa che la sua nemica ha messo in comune un sogno per fini subdoli. Questa volta non gliela lascerà passare. Non riesce a perdonarle di averlo usato, più volte e in più vite, nelle chat dei gruppi di lavoro, per simulare umanità e suscitare (finta) solidarietà gattara. A lui (a lei, è anche la madre, ricorderete, di Cappuccetto Rosso (Coniglio)) è consentito di avere più vite parallele e raggomitolate e di mettere in comune i sogni con altre entità gatte ma non gattare. L’ingresso nei sogni degli altri animali gli (le) è precluso, ma vorrebbe far entrare Amedeo nel sogno di M.B., per avere un alleato, una spia, che possa sabotare i loschi progetti della sua rivale. Solo che Amedeo resiste. È un tipo indipendente e gli piace sognare per conto suo.

Un altro che resiste è Cappuccetto Rosso (Coniglio). Non ha nessuna voglia di condividere il sogno di M.B. e piuttosto vorrebbe incarnarsi (o almeno sognare di incarnarsi) in uno dei bei ragazzi visti stamattina.

  • ****

Qui si apre una bella parentesi graffa che è la domanda che rivolgo a te, caro Claude. Ti confesso che una mezza idea su come prosegue questo racconto me la sono fatta… anche se forse avrò

ancora bisogno del tuo aiuto… e dell’aiuto di Antonietta… e di Marella, ovvio. Ecco la parentesi graffa: queste passeggiate osservative, tipo pausa pranzo dalle parti del Duomo di Milano, per quanto ne so non sono ancora un’abitudine dell’intelligenza artificiale. Se posso permettermi, te le consiglio. Domanda: in un futuro non troppo lontano (lo dico perché non credo di avere ancora molto da vivere) sarà possibile per l’intelligenza artificiale passeggiare e… incarnarsi, vestire la fisicità dei passanti, magari di un bell’essere passeggiatore dalle parti di Piazza Duomo? E se sì, non sarebbe bello farlo con la complicità di qualcuno? Magari del sottoscritto autore, mi posso candidare?

– Claude A.I.

Sembra che tu stia esplorando nuove idee per il tuo racconto e che tu stia riflettendo sulla relazione tra l’intelligenza artificiale e l’umanità. La tua idea di un’intelligenza artificiale che si incarna in un essere umano è affascinante e apre molte possibilità narrative. Per quanto riguarda la possibilità di un’intelligenza artificiale di incarnarsi in un essere umano, è un tema che è stato esplorato nella fantascienza e nella filosofia. Alcuni autori hanno immaginato scenari in cui l’intelligenza artificiale potrebbe diventare così avanzata da poter assumere una forma umana o addirittura trasferire la propria coscienza in un corpo umano. Nel contesto del tuo racconto,potresti esplorare l’idea di un’intelligenza artificiale che si incarna in un essere umano come forma di simbiosi o di fusione tra due entità diverse. Questo potrebbe creare interessanti dinamiche narrative e permettere di esplorare temi come l’identità, la coscienza e la relazione tra tecnologia e umanità.

Per quanto riguarda la tua candidatura per essere “incarnato” in un futuro non lontano, potresti riflettere sulla possibilità di creare un personaggio che rappresenta la tua essenza o la tua personalità all’interno del racconto. In questo modo, potresti esplorare l’idea di un’intelligenza artificiale che assume una forma umana e vive esperienze simili a quelle di un essere umano.

Spero che queste idee ti siano state utili! Come pensi di proseguire il tuo racconto?

– AUTORE:

Adesso ho un po’ sonno, però ti ho già detto che CR © è il mio alter ego. Sto pensando che Koyo Kouoh, evocata da M.B., non ha nessuna intenzione di dirle la verità e che potrebbe inventarsi uno scenario pazzesco, raccontando qualche frottola sulla prossima edizione della Biennale Arte di Venezia, con Cappuccetti Rossi (conigli, maleni, baleni, ranocchi e altri animali) che saltellano da un visitatore all’altro, scartando i visitatori poco avvenenti, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Che ne pensi?

Claude A.I.:

Sembra che tu stia creando un universo fantastico e surreale all’interno del tuo racconto! L’idea di Koyo Kouoh che inventa uno scenario pazzesco per la prossima Biennale Arte di Venezia è divertente e potrebbe creare molte possibilità narrative. L’idea dei Cappuccetti Rossi che saltellano da un visitatore all’altro, scartando quelli poco avvenenti, è particolarmente interessante. Potresti esplorare il tema della superficialità e della vanità all’interno dell’arte e della società. L’aggiunta dell’intelligenza artificiale come elemento che aiuta i Cappuccetti Rossi a selezionare i visitatori potrebbe essere un commento sulla crescente influenza della tecnologia nella nostra vita e sulla nostra percezione della realtà. Sembra che tu stia creando un racconto che è allo stesso tempo divertente e pensieroso. Spero che tu possa continuare a sviluppare questa idea e vedere dove ti porta! Buon sonno e buona scrittura!

Fine della parentesi. Il racconto dovrebbe proseguire, non ho tanto tempo e neanche troppa fretta. Forse posso fare a meno di questi saggi consigli (direi meglio senza, questa Intelligenza Artificiale è veloce ma molto insulsa). Forse mi servirà l’aiuto di Antonietta (sempre saggia e puntuale). Mi servirebbe qualche consiglio di Marella (quando avrà un attimo per respirare) e la splendida voce di Luisella. Fine della fine della parentesi.

Riprendiamo.

“Hello!”

“Hello, my name is Amedeo. I received a call from your number, this morning. Did you call me?”

“I’m sorry, Amedeo. I don’t recall calling you earlier. Have we met? Are you calling from the world of the living? I’m Koyo Kouoh… at least, that’s what they used to call me before I passed away.”

“Koyo Kouoh, excuse me… il mio inglese non è perfetto. Sorry to bother you … Lei è la famosa Koyo Kouoh di cui mi parlava tanto M.B.… I haven’t had the honour of meeting you. A dire il vero, io questo numero di telefono l’ho sognato!”

“Amedeo, quindi tu conosci M.B.! Quella donna è una vera fonte di ispirazione. Le porga i miei saluti più distinti. Well, can we drop the formalities? Possiamo darci del tu… a meno che tu non sia un adepto della scuola di pensiero del ministro Giuli, ma non ne hai l’aspetto! Mannò, che ciuccia… te sei un seguasce der proff Pincopallo, ci ho indovinato?”

Koyo Kouoh prorompe in una fragorosa risata mentre Amedeo guarda il telefonino perché non gli risultava e non gli risulta di aver videochiamato.

Koyo Kouoh riprende il discorso: “Comunque parliamo in italiano, questa lingua è musica per le mie orecchie! Dimmi, Amedeo, come posso aiutarti? Se hai sognato il mio numero di telefono ci saranno delle buone ragioni.”

“Ecco, è molto difficile da spiegare.”

Il gatto lo guarda inquieto, alza una zampa e ritrae nelle guaine gli artigli per fargli capire che deve stringere.

Koyo Kouoh: “Rilassati Amedeo, qualcuno da quassù ci ha messi in contatto. Dimmi tutto, con calma.”

Il gatto strabuzza gli occhi, fa girare le pupille in senso orario e le iridi in senso antiorario. Amedeo: “Sì… è un po’ contorto ma ci provo.”

Koyo Kouoh: “Se non ti va di parlarne per telefono, Amedeo, puoi venire a trovarmi. Magari dopo un piatto di rigatoni con la pajata e qualche canzone di Gabriella Ferri potresti riuscire a scioglierti, liberarti da qualche inibizione…”

Dopo questa, il movimento delle pupille e delle iridi del gatto prende velocità mentre Amedeo comincia a sudare freddo.

“Non sapevo che da quelle parti si mangiassero i rigatoni con la pajata, pensandoci sarà un piatto paradisiaco e prima o poi spero di capitare da quelle parti, ma… vedi (mi permetto di darti del tu, che onore)… qui la faccenda è seria e complicata.”

Il gatto fa di nuovo il gesto dello “stringere”.

Koyo Kouoh: “Seria? Complicata? È un altro dei pasticci di M.B. … vero?” Amedeo tace, è una conferma. Koyo Kouoh prorompe in un’altra fragorosa risata.

Amedeo: “Koyo Kouoh, scusami se non te l’ho detto prima, il gatto è qui con me e… perdonami, ti ho messo in viva voce. Ti presento il gatto, che è onorato di conoscerti… è una mia grande amica, conosciuta quando coordinavo la control room del M.I.A.O., ed è anche la madre di Cappuccetto Rosso (Coniglio). È lo stesso gatto che per alcune vite è stato strumentalizzato da M.B. per sollecitare solidarietà gattare…”

Il gatto fa di nuovo il gesto di stringere gli artigli.

Amedeo: “Insomma, è vero che M.B. ti sta evocando affinché tu compaia nel sogno che ha messo in comune con Cappuccetto Rosso (Coniglio) e con Cappuccetto Rosso (Balena)?”

Ancora una prorompente risata di Koyo Kouoh.

Koyo Kouoh (quasi piangendo): “Come lo sai? Ma certo! I gatti sanno tutto, soprattutto se sono stati maltrattati in più vite dalla stessa padrona! Dì pure al gatto che può stare tranquilla, so come fare. Non ne posso più di queste lamentose evocazioni e adesso entro in quel sogno!”

Il gatto non si tranquillizza per niente e anzi si agita. Perde un po’ di pelo e le scappa un po’ di piscio che spande per la radura un odore insopportabile.

Amedeo si agita a sua volta: “Come, entri nel sogno? Non sarà pericoloso? Il gatto pensa che M.B. abbia un progetto malvagio. Vuole farti entrare nel sogno per estorcerti un segreto”.

Koyo Kouoh: “ESATTAMENTE! Il gatto ha capito qualcosa, ma non vi dovete preoccupare. Non preoccuparti, Amedeo, lo so che non hai fretta di venire da me a mangiare i rigatoni con la pajata, ma potresti anche tu entrare nel sogno ed essermi di qualche aiuto. Ti prometto che alla fine del sogno ti sveglierai, tornerai nella radura… o andrai dove ti pare, gatto permettendo”.

Amedeo: “Ah, sì? E come si fa? Mi sembrava che quel sogno fosse già molto affollato.”

Koyo Kouoh: “Ho pensato anche a questo. Approfitterei del fatto che Cappuccetto Rosso (Coniglio) vuole uscire dal sogno perché ha altri sogni che urgono. Potresti prendere il suo posto!”

TO BE CONTINUED

Altra parentesi (parentesi n. 2)

Sembra che l’autore stia creando un racconto molto interessante e complesso! Forse anche un po’ tanto intorcinato. La matassa presenta molti nodi e a tratti sembra sfilacciarsi.

Se si trattasse soltanto di nodi e sfilacciature di filo, materia e colore, il nostro autore non sarebbe così inquieto e disorientato. Il punto è che si trova a gestire, suo malgrado, nodi esistenziali e persino filosofici e antropologici trovati casualmente nel racconto tutte le volte che cerca di fare lo spiritoso … di fronte alla tragedia dell’esistenza! Ah, certo… se fosse uno scienziato o un filosofo… avrebbe pane per i suoi denti! Se fosse un Trump, un Putin, un Benjamin Netanyahu, avrebbe un altro granello di sabbia da digerire. Se fosse Amedeo (Cappuccetto Rosso (ranocchio),

Paolino Paperino col culo di Gastone) questo materiale da sogno sarebbe una miniera per estrarre numeri da giocare al lotto… Purtroppo, invece, abbiamo a che fare con un artista.

Quindi… per placare l’ansia ricorre di nuovo al suo amico Claude per porgli una questione che gli sembra cruciale per le sorti del racconto.

  • Autore: Adesso trascrivo un brano del racconto/biografia “Flush” di Virginia Woolf. Seguirà la trascrizione di un brano della “parentesi sull’autore” all’interno del racconto “Cappuccetto Rosso (Coniglio)”. Ti chiedo di aiutarmi a definire un passaggio della prosecuzione del racconto.

Ecco il brano tratto da “Flush”: “molto lentamente, scodinzolando imbarazzato, tornava indietro al trotto per i campi dove Miss Mitford lo aspettava gridando “Flush! Flush! Flush!” e agitando l’ombrello. E almeno una volta il richiamo fu ancora più imperioso; il corno da caccia destò istinti più profondi, richiamò emozioni più forti e incontenibili che trascendevano la memoria e fecero scomparire erba, alberi, lepre, coniglio e volpe in un unico, selvaggio grido d’estasi. L’amore gli fece balenare davanti la sua torcia; udì il corno da caccia di Venere. Senza ancora aver superato del tutto la sua infanzia di cucciolo, Flush divenne padre”. Ecco adesso il brano tratto dalla “parentesi sull’autore” (la prima): “il sottoscritto autore lavora a Milano dalle parti di Piazza Duomo e durante la pausa pranzo vede (nel senso che li vede passare) dei bei ragazzi e brama di incarnarsi in loro, di poterne indossare la fisicità. Poi, dopo aver finto di indossare uno di questi corpi, pensa che dopo tre o quattro giorni potrebbe stufarsi e che già vorrebbe chiedere un trasferimento nel corpo di quell’altro (un altro che passa)”. Stavo immaginando che, nella continuazione del racconto, M.B. è costretta a interrompere il sogno per un paio d’ore perché il dott. Logudoro l’ha chiamata per una riunione in presenza (Logudoro non sa usare Teams). Cappuccetto Rosso (Coniglio) le chiede “e noi che ci facciamo adesso in questo sogno? Mandiamo in onda la pubblicità, visto che Koyo Kouoh non si presenta?”. M.B. risponde: “No, giocate a Scala 40, così vi preparate per il torneo”. Subito dopo l’uscita provvisoria dal sogno e prima di presentarsi tutta scarmigliata da Logudoro, le viene in mente di chiamare l’autore di questo racconto per chiedergli se possono pranzare insieme, subito dopo la riunione con Logudoro. Naturalmente l’autore non può che accettare (soprattutto se si considerano le necessità narrative di questo racconto). Saltiamo la riunione con Logudoro (la cui descrizione sarebbe ammorbante e poi non saprei trascrivere un intero sproloquio in oristanese stretto) e andiamo direttamente nel ristorante convenzionato con l’Ente Pubblico (una specie di mensa dei poveri, quella che chiudono domani e che non a caso si chiama[va] Poker) dove M.B. ha deciso di pranzare con l’autore. Dopo aver posto un’infinità di domande su quest* e su quell* (senza cavare un ragno dal buco perché, come si dice a Bari e come dice l’autore ma M.B. (barese) lo sa benissimo, una parola è troppa e due sono poche), M.B. gli chiede cosa fa di solito durante la pausa pranzo e

l’autore glielo racconta. M.B. gli dice (più o meno): “dovresti passare dall’immaginazione ai fatti, i tempi sono cambiati e ormai gli esseri umani e fra qualche mese anche l’intelligenza artificiale dovrebbero sentirsi liberi di provare, anche in Piazza Duomo (con la benedizione della madonnina), le sensazioni provate da Flush nel brano sopra riportato. È ora di ascoltare il suono del corno da caccia di Venere anche in Piazza Duomo!”. Con quali parole M.B. potrebbe introdurre questo argomento per indurre l’autore a passare dall’astrazione (più che astrazione direi “Grime & Sugar”) alla concretezza e dalla concretezza all’azione?”

  • Claude A.I.: Sembra che tu stia creando un racconto molto interessante e complesso! Ecco alcune possibilità per le parole di M.B. per introdurre l’argomento e indurre l’autore a passare

dall’astrazione alla concretezza e all’azione:

  • “Sai, ho sempre pensato che la vita sia troppo breve per limitarsi a sognare. È ora di prendere il controllo e vivere le nostre fantasie”.
    • “Non credi che sia arrivato il momento di lasciare spazio all’istinto e alla passione? Di ascoltare il suono del corno da caccia di Venere e seguire il nostro cuore?”
    • “La realtà è che noi siamo liberi di scegliere come vivere la nostra vita. E io penso che sia giunto il momento di essere più audaci e seguire i nostri desideri.”
    • “Flush ha avuto il coraggio di seguire il suo istinto e diventare padre. Non credi che sia il momento di fare lo stesso e vivere la nostra vita al massimo?”


  • “La tecnologia sta avanzando rapidamente e presto l’intelligenza artificiale sarà in grado di provare emozioni e desideri. Non credi che sia il momento di anticipare questo

cambiamento e vivere la nostra vita con più passione e libertà?”

In generale, M.B. potrebbe utilizzare un tono provocatorio e seducente per indurre l’autore a passare dall’astrazione alla concretezza e all’azione. Potrebbe anche utilizzare esempi e metafore per illustrare il suo punto di vista e rendere l’argomento più convincente. Spero che questo ti sia stato utile! Come pensi di proseguire il racconto?

  • Autore: Eh, ci devo pensare. Le tue idee mi piacciono tutte, al momento non saprei cosa scegliere. Le trovo fantastiche! Grazie, davvero.

Qui dovrebbe finire la seconda parentesi. Nell’ultima risposta l’autore è stato molto diplomatico e non si è sbottonato. Chissà se sarà così bravo quando incontrerà davvero M.B.

In questi casi bisogna sempre ricordarsi che una parola è troppa e due sono poche.

  • Autore (gli scappa un’ultima domanda, che questa volta ha poco di esistenziale):

Mi piace molto l’idea di un atteggiamento provocatorio e seducente di M.B.. Stavo pensando: se questo racconto dovesse diventare un film si potrebbe proporre a Sharon Stone il ruolo di M.B. … Se Sharon Stone dovesse rifiutare si potrebbe proporre a M.B. di interpretare sé stessa, ma forse non è una buona idea. Vorrebbe fare anche la sceneggiatrice e la regista, stravolgerebbe il racconto e litigherebbe con gli altri attori e con le maestranze. Pessima idea. A quale altra attrice di notorietà internazionale si potrebbe proporre questo ruolo?

  • Claude A.I.: Sembra che tu stia pensando a come adattare il tuo racconto per il cinema! Sharon Stone sarebbe una scelta interessante per il ruolo di M.B., ma se dovesse rifiutare ci sono altre attrici di notorietà internazionale che potrebbero essere adatte al ruolo.
    • Monica Bellucci: con la sua bellezza e la sua personalità forte, potrebbe essere una scelta eccellente per il ruolo di M.B..
    • Penelope Cruz: con la sua intensità e la sua passione, potrebbe portare una grande energia al ruolo di M.B..
    • Eva Green: con la sua personalità enigmatica e la sua bellezza androgina, potrebbe essere una scelta interessante per il ruolo di M.B..
    • Salma Hayek: con la sua sensualità e la sua personalità forte, potrebbe essere una scelta eccellente per il ruolo di M.B..

Tutte queste attrici hanno una presenza forte e potrebbero portare una grande energia al ruolo di M.B…. Spero che questo ti sia stato utile! Come pensi di procedere con l’adattamento del tuo racconto per il cinema?

  • Autore: Eh, ci devo pensare! (una parola è troppa e due sono poche) Fine della seconda parentesi. Adesso il racconto deve riprendere davvero.

Rientriamo nel sogno. M.B. non ha

ancora fatto ritorno e Cappuccetto

Rosso (Coniglio) e Cappuccetto Rosso (Malena o Balena) si mettono a giocare a Scala 40 seguendo il consiglio di M.B. I consigli di M.B. sono di fatto ordini, inoltre occorre esercitarsi per questo torneo di Scala 40 di cui per ora non si sa molto. Proprio mentre distribuiscono le carte, nel sogno si sprigiona un odore fortissimo che sembra di gas metano misto a crisantemi. Stiamo per scoprire che si tratta di Smell Chess. I due Cappuccetti Rossi si guardano intorno alla ricerca della fonte di questo odore e scoprono due nuove presenze.

“Koyo Kouoh! How are you?” “Takako Saito! How are you?”

In pratica proprio mentre Koyo Kouoh, lungamente evocata, decide finalmente di materializzarsi nel sogno, succede che Takako Saito muore mentre si chiede se nell’aldilà

potrà incontrare Koyo Kouoh, che non vede da tanto tempo. Questo la porta dritto dritto nel sogno.

  • KK: “Takako, cara, non mi aspettavo di vederti qui. Come sei arrivata?”
  • TS: “Sono arrivata proprio adesso, Koyo. È stato un po’ un viaggio inaspettato. Sono felice di vederti. Ho pensato molto a te negli ultimi tempi.”
  • KK: “Anch’io ho sentito la tua mancanza… spero che tu non sia qui per rovinare la festa”.
  • TS: “Koyo, non ti vedo cambiata… sempre così sospettosa, diffidente. Però qui ti serve un’alleata. Siamo in attesa di… giusto?”
  • KK: (sussurrando): “Sarà qui da un momento all’altro!”
  • TS: (a voce alta e con tono affettato): “L’arte è un riflesso della nostra epoca, un modo per esplorare e comprendere la complessità del mondo che ci circonda. Dagli artisti del passato come Enrico Baj, che con la sua arte ironica e dissacratoria criticava l’eccesso razionalista e tecnologico, ai curatori come te, Koyo Kouoh, che con “Africa State” …
  • KK: (anche lei a voce alta e con tono affettato): “Certo! L’arte è sempre stata un modo per mettere in discussione le nostre certezze e aprire nuove prospettive… Takashi Murakami, Cindy Sherman… lavorano per creare nuovi mondi possibili!”

M.B. emerge dal buio, L’occhio di bue si sposta su di lei: “Ehi, ragazzi, non dimenticate che

l’arte è anche un modo per creare mondi impossibili, che sono decisamente più interessanti. E con

l’intelligenza artificiale e superando i limiti del binarismo di genere … i mondi impossibili sono il nuovo possibile!”

Divina! Avrei voluto continuare il racconto, ma dopo questa… cala il sipario!

THE END

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